La Patrimoniale è scritta nell’Agenda dei Globalisti. Monti, Draghi e Cottarelli sono solo esecutori

di Alberto Rovis
Da sempre ci sono politici di professione che propongono una “Patrimoniale secca” come panacea di tutti i mali. Dal loro punto di vista, tassare una tantum il patrimonio immobiliare degli italiani, permetterebbe di riequilibrare la situazione tra ricchi e poveri, a beneficio della maggioranza.


Il problema è che la patrimoniale non è efficace se applicata soltanto ai ricchi, in quanto produce entrate fiscali molto limitate. In primo luogo perché i ricchi sono pochi e la maggior parte risiede all’estero. In secondo luogo perché i ricchi sanno come spostare altrove i loro capitali quando sentono odore di patrimoniale. E sanno anche come nascondere la propria ricchezza dietro società di comodo, prestanome, enti, fondi comuni, fondi immobiliari, fondi chiusi, ONG, Onlus. Loro, o meglio, i loro consulenti e commercialisti, sanno come gira il mondo e come difendersi da ogni attacco del fisco.

I pochi soldi che lo Stato riuscirebbe ad incassare da una patrimoniale applicata ai ricchi non risolverebbero né i problemi dei poveri, né quelli delle casse erariali. Anzi,la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente e il divario tra ricchi e poveri peggiorare, a causa di una crisi economica indotta.


Cosa fare allora? L’unico modo perché una patrimoniale sia davvero efficace e produca entrate, è quello di applicarla a tutti, poveri e meno poveri. Prima di tutto, perché permetterebbe di tassare molta gente, qui infatti ci sono i grandi numeri, e poi perché i meno poveri sono persone che non possono scappare, non sanno nemmeno come fare per difendersi.

In questo modo lo Stato incasserebbe di più, ma si tratterebbe soltanto di un fuoco di paglia, in quanto verrebbe generata nuova povertà, deprezzando ulteriormente il valore degli immobili e avvitando l’economia su sé stessa. Monti docet. E Draghi e Cottarelli sono in prima fila per confermarci quel che ha già fatto vedere Monti.

La povertà nasce dal sistema liberista, imposto dalla finanza predatoria, tramite i suoi organi sovranazionali. Il nostro nemico è il liberismo economico, e questo non si combatte confiscando le proprietà dei poveri, ma liberandoci dalla schiavitù del debito e dal dominio della finanza.

Ma loro lo sanno benissimo. Non sono ingenui. È scritto nell’agenda dei globalisti che in Italia va fatta una patrimoniale ed è quindi scritto anche nella loro agenda.A loro non interessano le ripercussioni. Sono solo degli esecutori.

Articolo di Alberto Rovis

Nessun commento:

Post più popolari